
La differenza tra un nick e il proprio nomecognome è che utilizzando il primo non occorre essere compiacenti. Anzi.
categoria:attualitĂ , blog e libertĂ di pensiero


Come al solito torno. Meglio sarebbe dire sbarco. Crociera di Natale finita ed è andata bene, come sempre. Il balcone sul mare mentre la nave va è la mia location ideale. Sarò ovvia ma così è. Da due giorni mi sveglio e a destra non vedo il mare e solo quello mi dice che sono nel posto sbagliato. Ma per andare in crociera occorre anche lavorare e allora eccomi qui. Di nuovo. E va bene


Sono rientrata. Da poco.
Il 90% dei bloggers contempla il proprio ombelico...
Lo leggevo ieri in spiaggia. L'ha scritto qualcuno di cui sinceramente non ricordo il nome, e tanto meno il cognome, ovviamente.
Penso sia vero. Me compresa.
E anche vero che io ho un gran bell'ombelico e quindi vale la pena contemplarlo.
Ma scherzi a parte, più ragiono sui motivi e il successo dei blog, più penso che fosse inevitabile. Ogni idiota vuol dire la sua e possibilmente essere ascoltato. Me compresa.
Per me è solo un altro luogo, come il bar. Un luogo popolare. Dove si incontra gente di ogni tipo. Per altri probabilmente è l'unico luogo. E lì è ancor più comprensibile.
Il dramma vero è che pochi hanno qualcosa da dire. Me compresa.
Il blog aiuta a fermarti a pensare ad alta voce e a prenderti del tempo per farlo. Crea una specie di memoria dislocata all'esterno di te e aiuta a ricostruire momenti che nel quotidiano sono dimenticati anche se in qualche modo ti hanno formato.
Ho sempre meno attitudine verso il blog, anche se mi piace rivedere certi post e ricordare il perchè e il preciso momento in cui li ho scritti. Ma mi è sempre più difficoltoso.
Soprattutto mi è più difficile leggere gli altri, commentare e rispondere. E un blog non interattivo ha poco senso. Me ne rendo conto.
Cambio discorso. Al GF ha vinto ancora una volta il coatto che obbiettivamente è sempre meglio di Guendadiplastica ma soprattutto del piacionepompiere. Tanto costui lo si ribecca in qualche serie tipo carabinieri, distretti di polizia vari e perchè no, vigilidelfuoco e affini. Poverinoi

Quante ne avrei da raccontare in questi giorni .....ma preferisco esaminare gli eventi, verificare i comportamenti e quindi concludere in atti, preferibilmente risarcitori.
Povera Italia, mi viene da ridere...

Il blog ha le sue stagioni. D'estate è oggettivamente più stupido...è cinguettante, vanesio, leggero. D'inverno è più introverso, riflessivo, burbero quasi.
Anche il mio, nonostante io non faccia molto caso alle stagioni, ma, evidentemente loro fanno caso a me. Le capisco.
Ora deve attuarsi il cambio di stagione. Al più presto. E' fin troppo introverso per i miei gusti. E così non va.
Allo scopo scappo 3 giorni al sud, ma proprio sud. Così quando torno penserà estivo anche lui. Spero.
Intanto il mio collega lo riporrei nel freezer, per non scongelarlo più però...

"Il critico come artista" (1890), che inizialmente si intitolava "La vera funzione e il vero valore della critica", vero capolavoro per il mio modo di pensare, è scritto in forma di dialogo tra due amici in una notte stellata: Gilbert (che impersona le idee di Wilde) ed Ernest discutono sul significato della critica d'arte. Wilde vi sostiene che: tutta l'arte è immorale e tutto il pensiero è pericoloso; la critica è più creativa della creazione; la critica più alta è quella che rivela nell'opera d'arte quanto l'artista non vi aveva messo; il vero critico è ingiusto, insincero, irrazionale.
L'arte e la critica, per Wilde hanno un valore eversivo e sono in contrapposizione alla società.
Spesso torno su questi temi, in genere quando bloggheggio, quando guardo nefasti personaggi alla TV e ora sempre più spesso, quando leggo di politica sui giornali.
La mia vena critica si manifesta in tutta la sua irruenza con un brivido, una sorta di pelle d'oca, un fastidio fisico. Da qui immediatamente scatta il pensiero velenoso e mi viene spontaneo elaborare una critica precisa, puntuale, sul fatto che negativamente attrae la mia attenzione. Mi si chiederà perchè mi piace parlare di queste cose e l'unica risposta che mi viene è rabbia. Causata da un'ingiustizia. Chi dice, scrive o fa cagate (scusate il termine ma mi sembra l'unico appropriato) dovrebbe subirne le opportune conseguenze. Difficile dirsi chi è in grado di giudicare quando un pensiero è sano o malsano. E' vero. Chi è giudice e perchè.
Le mie teorie sul punto sono, immagino per la maggioranza, altamente opinabili, ma, sempre per restare in linea con il pensiero di Wilde, che ammiro profondamente, nonostante fosse un maschilista, quando troppa gente mi da' ragione ho l'esatta sensazione di avere torto.
Traetene pure le vostre opinioni.
Fine della pausa ricomincio a divertirmi.

Penso che il blog sia uno strumento tecnologico democratico. Appunto.
Ci sono talenti e molti. Questo è vero.
Alcuni vivono di parole. Altri sopravvivono.
Una cosa è sicura. Spesso regala emozioni. Ma più spesso sarebbe meglio farne a meno.
La cosa più utile che fornisce un blog è ricordarti esattamente come stavi e cosa pensavi quel determinato giorno.
Un'altra è comunicare qualcosa a chi vuoi bene davvero. E per sapere come stai è sufficiente che apra il tuo blog.
A loro tutta la mia stima...
Premetto che quello che sto scrivendo è assoulutamente di getto, non pensato e non ragionato e probabilmente neanche riletto. Visto che mi sono presentata in studio all 11 e 30 causa notte allergica ai confini con l'inferno.
Leggo Micromarko e un altro amico che mi scrivono in privato e di getto penso a quanto sia vero di come si creino stravaganti legami (e vi assicuro alle volte più stabili di quelli reali) con questo mezzo. Il blog che niente ha a che vedere con le chat, i forum e altri mezzucci telematici.
Noi viviamo e cresciamo insieme e sappiamo dell'uno e dell'altro. L'altro giorno ero girata ad esempio a causa di un amico carissimo che da tempo non aggiorna il blog e per quanto ci sentiamo con altri mezzi non è la stessa cosa. Lui sembra non capirlo.
Mi sono innamorata sul serio due volte via blog. Ho conosciuto una donna straordinaria e qualcun altro e ognuno a modo suo mi ha colpito e molto. Forse siamo solo una comunità di innamoraticronici. Può essere, ma vi assicuro che nel reale almeno io sono diversa. Leggere alcuni di voi tutti i giorni o quasi è ormai necessario per me. E quelli che ho conosciuto davvero sono stati tutti al di sopra delle mie aspettative. Ma forse io sono solo una CinicaIngenua.
Saluti cari...ora devo andare davvero...

Uno di questi giorni rinasco criptica...
Bloggheggio mentre correggo un documento (termine riduttivo, ma comincia la mia trasformazione cifrata) e leggo, anche con un discreto interesse, post che sono assolutamente insoluti. Scrittura. Punto. Nessun contenuto. Un'unica certezza: totale inconsapevolezza su tutto. E allora mi chiedo "ma la forma (priva di sostanza) ha un senso? (anche se bella, pur incomprensibile, tanto da sembrare filosofia)"
Mi rispondo: Ho bisogno di capire di solito, perchè se non capisco mi annoio e non solo, mi incazzo, perchè leggo tra le righe una totale malafede di chi si esprime. Come un quadro astratto dipinto da chi non ha dietro di se nessuna evoluzione artistica. E comunque un dipinto è un'altra storia.
Ma una scrittura deve avere un senso. Non devo attribuirglielo io, navigando tra 1000 interpretazioni possibili.
Raccontami quel che ti pare, di te, di chi odi o di chi ami o di quello che ti pare. Ma fammi capire...
Altrimenti, fai una bella cosa: non scrivere affatto.
Grazie
Il mistero è una posizione troppo favorevole perché uno spirito beneducato vi si mantenga. (Jean Cootau)

...più che sulla trasferta mi incuriosisce la carovana. Ogni giorno o quasi conosci persone. Alcune davvero estremamente interessanti. Altre inquietanti. Come ovunque, per carità, ma qui è più facile. Sia 1 che l'altra ipotesi.
Protetti da un nick che ci permette di esprimere quasi liberamente quel che pensiamo. Leggi e leggi ancora e un po' di quel che siamo si vede benissimo. Chi è leale, chi è invidioso, chi è ironico, chi pretende, chi si lamenta inutilmente, chi sparla a proposito, chi è geniale, chi sparla e basta, ma anche chi non sa criticare in modo costruttivo, chi è positivo e chi no.
Dovere di sintesi.
La mia carovana me la sono scelta e continuo a farlo. Ogni tanto perdo una carrozza ma fa parte del gioco. Eppoi è spesso meglio così.
(AGI) - Torino, 27 mag. - Prima condanna italiana per diffamazione via Blog. E' quella decisa dal tribunale di Aosta, (giudice, Eugenio Gramola, pubblica accusa, Stefania Cugge 'caso Cogne') nei confronti di un giornalista pubblicista, Roberto Mancini, ex vicepresidente dell'Ordine dei Giornalisti della Valle d'Aosta accusato di diffamazione per i testi apparsi su un blog attivo da poco piu' di un anno.
Il blog (www.ilbolscevicostanco.blogspot.com) ha fatto registrare in 15 mesi oltre 85.000 contatti. Mancini, chiamato davanti al giudice da alcuni giornalisti che avevano esposto querela per diffamazione contro ignoti non ha saputo negare la sua estraneita' al blog e sopratuttto all'autore, il sedicente generale Zucov. L'avvocato di Mancini ha annunciato che presentera' ricorso.
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271711 MAG 06
Grazie del regalo caro Luxor...... http://luxor.ilcannocchiale.it/ adoro queste cose, ma visto che pensi "bene" e questa è una virtù rarissima, lo faccio. A quest'ora. Nonostante la giornataccia di domani....la faccio pesare niente eh?
Allora
GOLA: Praticamente un animale. Al grido di Unto è Meglio, divoro la qualunque purchè sia ad alto tasso calorico. E possibilmente lasci segni indelebili sul mio fegato. Che è un romantico. E adora i bastardi, maledetti, grassi.
SUPERBIA: Al riguardo ho dato così ampie dimostrazioni da avere poco da aggiungere. Domani mi faccio un bagno di folla che è sempre rigenerante. Convegno. Che Gusto. Quando tutti restano obnubilati dalle mie intriganti motivazioni. Siìi ....lo sono. Troppo.
IRA: Irosa sì ma tempo massimo, 5 minuti. Dopodichè mi annoio a restare incazzata. C'è sempre qualcosa di meglio da fare.
LUSSURIA: Che lo dico a fa'?
INVIDIA: Zero. Troppo superba per esserlo. Nessuno è migliore e più felice di me. Salvo quelgranculo della Griffith (ho la fissa di Banderas in qs giorni, chissà perchè...)
AVARIZIA: E' una bestemmia. Io ho il problema contrario.
ACCIDIA: GUARDO CHE SIGNIFICA poi dico....ah sì... "termine, nel greco classico, designa la negligenza, l'indifferenza, la mancanza di cure e di interesse per una cosa. Designa inoltre l'abbattimento, lo scoraggiamento, la prostrazione, la stanchezza, la noia e la depressione dell'uomo di fronte alla vita".
No decisamente non so cosa sia. Io mi interesso a tutto. Agli imbecilli - poi - mi appassiono. "Preciso non mi riferisco a nessuno che mi legge qui....tranqui"
Passo il testimone a Tarab, Gas, Masquerade, Iogaia, JeanLoupVerdier e Velenero.
Buonanotte.

Inizialmente ti diverti e basta ...poi un po' inconsapevolmente, fai amicizia, grazie al blog. Quando sei proprio sfigato capita che ti innamori a causa del blog. A me è successo due volte, e ancora ne pago le conseguenze.
Cambia tutto rispetto al reale. La gelosia è cosmica, l'ansia ipocondriaca. L'illusione vertiginosa. Non è controllabile e vi assicuro che io per amore non mi sono mai tagliata le vene. A fatica i capelli quando finiva una storia, giusto perchè pare funzioni cambiare look. Cazzate. Soprattutto nel mio caso.
Nel blog trovi i pensieri dell'amico, del fidanzato, dell'ex o di quello potenziale, che si innestano nella nostria testa neanche fossero effettivamente i nostri. E allora leggi tutto, in modo bulimico. Commenti su commenti. Post su post e pure possibili post, in una navigazione che è già tempesta quando si inizia. Più segui la pista più trovi le prove di quanto lui pensi male. Per te ovviamente. Che ti incazzi.
E se succede a me che dimentico anche l'ultimo amore, altro che l'ultimo bacio, mi chiedo ma gli altri come vivono questo vero incubo?
E giuro sulla testa del mio ultimo fidanzato (tanto non ho idea di chi sia...o meglio l'ultimo, bellissimo, non lo considero tale... e quindi la ricerca si fa difficoltosa) che io su sta roba son paranoica davvero quanto un citofono...e quindi sono meravigliosamente stupita. Poi capisco perchè si aprono e chiudono blog.
Peraltro, domani è una giornata da urlo ma alcuni tratti mi provocano un nervo visibile che mi scorre sottopelle. Eppure dovrei aver superato o meglio son passate 4 generazioni di fidanzati DEVO avere superato. Qui è tutta follia.....
Mi sta venendo in mente il nome del possibile ultimo... quindi ribalto il giuramento sul Pirla che tanto non me ne frega davvero niente (e già mi sento in colpa). Irrudicibile...
Vabbè. Notte cari. Ora devo pensare a cose serie come la Fattoria e poi lavoro. Promesso.
Ogni tanto quando voglio farmi del male, bloggheggio, ovvero giro fra blog. Inizio dai migliori , quelli che mi piacciono e poi faccio capolino in quelli che detesto. Ognuno di noi credo possiede una vena masochista. Io so di averla.
Dicevo, qualcuno di questi blog orrendi accende in me la voglia irrefrenabile di dire: ma che schifo..ma se sei interessante quando un lavandino, perchè non tacci per sempre?
Le volte che l'ho fatto sono scattate reazioni di imbecilli a catena che son così deprimenti da far passare la voglia anche alla peggiore delle cinichestronze: cioè mestessa..
Eppure qualcuno deve fermare le cascate di idiozie. La cosa buffa che alcuni di questi patetici blog sono commentatissimi. La ragione è presto spiegata essendo i titolari dei commentatori cronici si deve, per mera benevolenza, almeno una risposta. Qualcuno mi accuserà di essere invidiosa, tipica critica di chi non ha niente da dire.
Se dovessi essere invidiosa di sta gente necessiterei di un trapianto. Di cervello. E il mio è in ottima salute, ma il nervo quando viene attivato necessita di sfogo. Secondo me.
E allora lo faccio. Ora.
Questo è il mio commento a "Tutto fa media" sull'argomento http://tuttofamedia.splinder.com/post/7094801 .
Anche io da tempo sto ragionando sulla libertà di pensiero e sul blog quale nuovo strumento telematico di diffusione dello stesso e più ci penso e più mi incarto. Mi spiego meglio. Io ho avuto un blog in altro luogo. Un blog piuttosto caustico. Diciamo che ai cretini non lo mandavo a dire. Diciamo che ho infastidito parecchie persone e sparlato di qualche potente. Con, secondo il mio insindacabile giudizio, molta verve e capacità critica. Molti si sono lamentati, mi hanno detto di tutto, minacciato di querela (l'ho fatto anche io). Ma la differenza sostanziale era che io possiedo capacità critica, le mie controparti no. Di conseguenza sembrano loro le vittime, in realtà sono solo incapaci. Ma torniamo al punto. Cos'è un blog? Un luogo letterario dove si può dire quel che si vuole? una testata giornalistica senza un direttore editoriale? una piazza in cui si urla solo un po' più forte? io credo sia un luogo letterario ma credo anche che il rischio querela ci sia, nonostante i nostri nick, siamo tutte persone e dobbiamo prendere la responsabilità di quel che affermiamo. Giusto o sbagliato che sia. Sto ragionando. Mi piacerebbe capire perchè secondo voi dovrebbe essere un luogo PIU'LIBERO...Saluti e a presto.
Sono davvero curiosa di conoscere il vostro pensiero in proposito. Saluti