Non posso essere contro la pornografia perché la ritengo inoffensiva, e piacevole. Inoffensiva, perché non-violenta, piacevole perché oscena, degradante e trasgressiva.
L'opinione che la pornografia sia culturalmente irrilevante è la più diffusa, con la motivazione che è di bassa qualità, di scarso contenuto erotico, di nullo valore estetico. Dietro questa diffamazione della pornografia, soprattutto da parte degli intervistati laici e progressisti, ho colto l'essenza della tolleranza repressiva che caratterizza lo spirito dell'epoca in cui viviamo; non è possibile accettare che qualcosa di osceno, degradante, trasgressivo sia piacevole.
(R. Tatafiore in Firmato donna. Una donna un secolo)
A dire la verità non sono completamente daccordo con questa affermazione o meglio credo che per quanto piacevole sia la pornografia debba essere ben valutato l'effetto che ha sul pubblico. Di conseguenza non dovrebbe mai essere eccessiva, oscena, pericolosa. Non tutti secondo me sono capaci di recepire le cose allo stesso modo. E forse quando ci si rivolge al pubblico si deve pensare a quello più debole, più fragile e non mi riferisco esclusivamente ai bambini, ma anche e forse soprattutto a chi di sesso, per sua disgrazia, ne ha visto poco e spesso è un po' più solo ed incazzato.