lunedì, 23 giugno 2008
Ho visto, credo per la terza volta, alla tele, qualche giorno fa questo film, dove Connie è felicemente sposata con Edward (Richard Gere, non più nè ufficiale, nè gentiluomo e ancor meno gigolò). La coppia "Mattel" ha un figlio di otto anni e vive serenamente nei dintorni di New York. (in una casa molto bella, verde e rassicurante). Un giorno lei conosce per caso un venditore di libri usati giovane, bello e sexy. I due iniziano una relazione che Edward scopre quasi subito, indagando sui devastanti dettagli dell'infedeltà; della moglie e scoprendo in sé stesso una rabbia e una disperazione che non avrebbe mai immaginato. 

Il film che nonostante presenti una presumibile, voluta ovvietà mi induce a una riflessione. O meglio sarebbe dire, conclusione.

Meglio sposarsi gli amanti.

Uomini e Donne perseguono la sicurezza e sognano l'avventura.

Meglio perseguire l'avventura e avere come incubo la sicurezza. Quanto meno non moriremo di noia.



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categoria:cinema, veleno, cose da grandi
martedì, 03 giugno 2008
Salvo (non Lima) la regia piuttosto ricercata, il film non mi è piaciuto. Andreotti sembra una caricatura. Voluta, lo capisco, ma eccessiva. Fossi in lui mi incazzerei parecchio. Ma anche il film inizia dicendo che lui ha il senso dell'umorismo. Oltre a un Archivio. Che spero salti fuori - a suo tempo - e mostri i "compagni" di merende. Appunto.

Il comunismo si respira ma non credo che tutti ne avvertano il vero odore (?).

Di Pietro non viene nominato (e secondo me ha fatto bene, dato che è già sufficientemente megalomane). Mi piace la risposta di Andreotti a Eugenio Scalfari (l’attore Giulio Bosetti) che gli ricorda tutti i sospetti che gravano su di lui, dove il Divo replica che se il direttore de la Repubblica può stare lì a fargli domande scomode è solo grazie al suo interessamento e di Ciarrapico perché Silvio Berlusconi non ne diventasse l'editore. Scalfari risponde che la storia è più complicata. Al che Andreotti conclude che anche la sua, di storia, è più complicata.

Cirino Pomicino interpretato da Carlo Buccirosso è uno dei più divertenti. Effettivamente lo è.

Il film non solo nel complesso non racconta niente più di ciò che già sappiamo del potere reale ma prende anche alcune cantonate.

Ad esempio il fatto che lui volesse farsi eleggere Presidente alla fine della cosiddetta prima Repubblica, non ci credo neanche se me lo dice lui. Di persona.

Meglio Scalfaro. Perfetto. Per la FINE.
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categoria:politica, cinema