giovedì, 30 novembre 2006


Maestra nel perdere tempo. Non sempre, grazie al cielo, ma spesso.


Ieri mi sono fatta fare un massaggio da un amico che li sa fare davvero. Professionale, intendo. Oltre al suo lavoro normale possiede questa abilitazione che definerei una virtà. Stanotte, finalmente, ho dormito come un angioletto.


Ti ringrazio caro amico mio e ne approffitto per fare una battuta, sempre in stile cosmopolitan, su quanto sia importante trovare un massaggiatore giusto piuttosto che un fidanzato. In fondo quest'ultimi, che siano ufficiali, occasionali o trasversali (concetto sul quale tornerò quando avrò tempo) son sempre da collocare nell'ambito rogneedaffini. Un massaggiatore no,soprattutto se amico, se evita di dirti cazzate e ti aiuta a domire meglio. Tutto sommato quel che si chiede, in soldoni, alla categoria di cui sopra, che difatto inutilmente, ti complica l'esistenza.


Infinitamente grazie.


 

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categoria:uomini e sesso
martedì, 28 novembre 2006


odio guidare in autostrada. fosse per me farei il giro del mondo sulle statali. Stamattina ti ho accompagnato in un paesello vicino Milano che neanche sapevo dove fosse. Camion da tutte le parti. Sorpassi da dx e da sinistra.


Il mio non era un cuore, ma una centrifuga. Te l'ho detto stamattina, te lo ripeto ora, consideralo un atto d'amore. Che non ripeterò. Perlomeno di questo tipo...


Snob cittadinaefiera di esserlo.

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categoria:uomini e sesso
domenica, 26 novembre 2006


spettacolare in questa massa di bigotti che segue mode salutiste e spesso inutili vedere persone che pensano con la propria testa. Il dramma che sono maledettamente poche.


Il dramma.


La bellezza è che qui inizia un tramonto da pelle d'oca e domani è lunedì. E delle volte è un piacere.

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categoria:
domenica, 26 novembre 2006


e posso dirlo forte.


perchè sono sincera, fino a far male. Non mi piace che mi si dica il contrario e non prendo mai in giro nessuno, soprattutto perchè detesto perdere tempo in cose, persone, situazioni che non mi interessano. Quindi signor NessUno sarà meglio che mi dici chi sei e soprattutto che vuoi. Perchè non è giusto quello che mi dici. Se sei tu losai molto bene, se non lo sei scusami ma non ho davvero idea chi possa essere. E l'unica serata in mezzo ce l'ho con te.  Ti ascolto, ti voglio bene e lo sai. Tutto qui.

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categoria:amore
sabato, 25 novembre 2006


Come giochi male tesoro mio. Il tuo bluff è troppo evidente. E le mie carte non le vedrai. non ora.devi imparare ancora. e intanto corro, ma sono sempre qui.


sottolinei la mia forza. Avrei voluta mostrartela, la mia forza, mentre correvo dall'aurelia, tornando a casa, via da te. Continuiamo questo gioco, bello mio. Siamo forti, tutti e due, a parole.


Ma ormai, nessuno sta messo bene. E tu lo mostri peggio di me.


Corro, corro, corro ancora. E grazie dei tuoi consigli ma la casa sarà diversa e più grande di quella che abbiamo visto oggi. insieme. Molto più grande. Bello il mio malgiocatore. Ti bacio e festeggio mentre tu insisti in quella costruzione maldestra, in cui non respiri più.


Impara tesoromio, impara a giocare, mentre l'aurelia scorre sotto di me...


un bacio e che la serata sia buona per entrambe. Ma non troppo.


 

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categoria:amore
venerdì, 24 novembre 2006

Il giorno dopo sono sempre a pezzi. Mi fa male la testa, lo stomaco,  la nausea. E questa volta non mi sono neanche portata a casa Banderas. Sinceramente non ne avevo voglia.


In Galleria, prima Picasso, Sironi, quello sfigato di Modigliani ecc. ecc. poi, la serata con Voi, ma soprattutto con te, vecchio amico mio, vecchioamoremio, e scopro ancora, tutte le volte come tu sappia emozionarmi.


Rendi le serate speciali, magiche. La gente si coagula intorno a te. Hai una capacità unica di attrarre le persone. Non solo le donne. Chiunque.


So perchè mi sono innamorata di te allora, subito, e ogni volta che ti rivedo scopro che il mio istinto bambino aveva ragione. Hai carisma, talento, cuore. Sei grande Titti. Lo sarai sempre.


Trasformi una cena tra amici in una serata da ricordare e non ti incazzare se di persona queste cose non te le dico, non così bene, perlomeno. Di persona preferiamo prenderci in giro, e lo facciamo bene.


Buon w.e. e alla prossima serata speciale, con loro, con te...


 

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categoria:amore
mercoledì, 22 novembre 2006




Ieri sera ho noleggiato the Libertine perchè tra la trama e Jonny Depp non potevo che restarne attratta.




Ne ho visto neanche la metà e stamattina l'ho riconsegnato, decisa a non vederne la fine, tanto mi aveva annoiato.




Il bellissimo Johnny Depp che incarna John Wilmot, secondo conte di Rochester, poeta alla corte di Carlo II in Inghilterra, avvisa immediatamente gli spettatori che lui è ben felice di non piacere Codesto messaggio è stata l'unica cosa che mi ha colpito del film




Il conte, fin dall'inizio, mostra con ostentata disinvoltura  quanto sia libertino. Peccato che sia anche terribilmente cinico e non mi risulta che cinismo faccia rima con libertinaggio. Infatti il vero libertino  dovrebbe godersi la vita al massimo, amare tutte le donne e non nessuna, come invece fa il conte Wilmot.




Abbandono il film quando il buon (ma sarebbe più corretto dire bon)  Depp si innamora di una insulsa, moretta, giovane attrice, che con quell'aria da gattamorta mi ha condotto verso il letto a gran velocità.




Indubbiamente ci sono frasi ad effetto come quella rivolta ad una puttana: "ti sono mancato?"  e lei "mi sono mancati i tuoi soldi".  E lui: "bene, detesto le puttane sentimentali". Tali frasi sono comunque talmente scordinate da non riuscire a rendere il personaggio attraente. Troppo cinico, ripeto per godersi la vita, troppo pieno di sè, per offrire e ricevere piacere. Della regia non parlo neanche. Talmente pessima da risultare indigesta.




Jonny Depp, comunque sia, mantiene integro il suo fascino.




Conclusioni mie: gli uomini son talmente semplici da apparire perversi.




Evidentemente il film mi è rimasto sullo stomaco tanto da soffrire di insonnia e nel mentre pensavo che l'amore in fondo non esiste poichè è una condizione nella quale decidiamo di incastrarci quando riteniamo che sia il momento e il lui diturno ci aggrada. In breve, ci piace, ci innamoriamo (ma qs come dicevo succede spesso) e quindi passiamo alla fase amore/coppia. Traduzione: paura di invecchiare e restare soli.




Rapido esempio: ora sono innamorata del lupo ma si presentasse Di Caprio più preso che mai ci metterei dai 5 ai 10 minuti ad eliminarlo. Se poi dopo di Caprio si presentasse Tom Cruise, i minuti di liquidazione si ridurrebbero a due. Se poi si presentasse quel figo di Flavio Insinna (che oltre a parlare in italiano mi è simpatico da morire) per far sparire Tom Cruise impiegherei il tempo di un SMS, che ormai va anche di moda.




Non cinica, ma terribilmente vera. Porca miseria è tardissimo. Comincio a lavorare. E' meglio. 

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categoria:cinema
martedì, 21 novembre 2006


G-Girl è la supereroina che difende i newyorkesi dalla criminalità ma nella vita quotidiana è Jenny Johnson, direttrice di una Galleria   di arte contemporanea non particolarmente attraente.


L’architetto Matt (che tra l'altro, tanto pr la cronaca, i fighi son bendiversi) se ne invaghisce e  scoprirà le sue super capacità non solo amatorie.


G-Girl/Jane, come una donna (ipoteticamente)  normale sospetta già all'inizio della storia l’attenzione del suo partner  verso la collega di studio Hannah e immediatamente pensa e mette in atto una ‘super vendetta’.

Il risultato è che la SuperGirl si trasforma in una Superisterica, confermando il luogo comune secondo il quale noi donne sbarelliamo per gelosia, tanto da diventare Superpatetiche.


Nonostante la buona Uma sia brava, a modo suo, anche simpatica e il film si lasci guardare, trovo insopportabile lo stereotipo secondo il quale noi donne intendiamo sempre mettere negli angoli i maschietti, anche quando valgono la metà di noi. Non solo, l'ira ci trasformerebbe in psicopatiche a tutti i costi. Mentre gli uomini godrebbero di un mercato (in termini di offerta di superfighe) sempre perfetto. Idea falsa, agghiacciante e detestabile.


Mi lascia anche molto perplessa che sempre si debba sottolineare questa idea preistorica secondo la quale noi donne siamo sempre (e solo)  quelle che sognano l'amore perfetto, preferibilmente in direzione altare.


Mentre nella vita vera di maschietti sull'orlo di una crisi di nervi (soprattutto intorno ai 40, anche prima se incombe la calvizia) è pieno l'universo.


In sintesi: film scemo, fortemente anacronistico e in qualche modo anche pericoloso perchè mira a diffondere la solita  immagine sfigata femminile.


In buona sostanza: da evitare accuratamente. Io, preciso, ci sono arrivata per caso.


L'unica cosa positiva erano le chips e la maxicola. Ditemi un po'....


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categoria:cinema
lunedì, 20 novembre 2006

Soffrire per l'assenza di chi si ama è un bene in confronto a vivere con chi si odia.

La Bruyère, Jean de I caratteri, Einaudi, Torino, 1981, p. 66.


dedicato a tutti coloro che preferiscono farsi lasciare, anzichè farlo da soli.


Non caustica, ma moltostanca. Di lavoro. Tranquilli.

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categoria:amore
domenica, 19 novembre 2006


Lupo Lupo siam proprio bravi a tirarci scemi a vicenda.


Bello il mio lupo. Mi tocca pure spiegargli che qui il principe azzurro sono io. Pure lei la mia nuova macchina è azzurra e Dio sa quanto è bella. Non ho mai amato un oggetto. Lei sì. Se dovessi descrivere cosa significa guidarla scabriolata sull'aurelia, mentre ti suona l'universo, penso che sembrerebbe la descrizione di un rapporto sessuale. E preferisco non farlo.


Connessa dalla spiaggia vi saluto.

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categoria:mare
giovedì, 16 novembre 2006

"Scrivere poesie non è difficile; è difficile viverle." (Charles Bukowski)


"Difficilissimo è esserlo una poesia". (Fannysporchi, ispirata da Charles)




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categoria:aforismi
mercoledì, 15 novembre 2006


"Il critico come artista" (1890), che inizialmente si intitolava "La vera funzione e il vero valore della critica", vero capolavoro per il mio modo di pensare, è scritto in forma di dialogo tra due amici in una notte stellata: Gilbert (che impersona le idee di Wilde) ed Ernest discutono sul significato della critica d'arte. Wilde vi sostiene che: tutta l'arte è immorale e tutto il pensiero è pericoloso; la critica è più creativa della creazione; la critica più alta è quella che rivela nell'opera d'arte quanto l'artista non vi aveva messo; il vero critico è ingiusto, insincero, irrazionale.

L'arte e la critica, per Wilde hanno un valore eversivo e sono in contrapposizione alla società.


Spesso torno su questi temi, in genere quando bloggheggio, quando guardo nefasti personaggi alla TV e ora sempre più spesso, quando leggo di politica sui giornali.


La mia vena critica si manifesta in tutta la sua irruenza con un brivido, una sorta di pelle d'oca, un fastidio fisico. Da qui immediatamente scatta il pensiero velenoso e mi viene spontaneo elaborare una critica precisa, puntuale, sul fatto che negativamente attrae la mia attenzione. Mi si chiederà perchè mi piace parlare di queste cose e l'unica risposta che mi viene è rabbia. Causata da un'ingiustizia. Chi dice, scrive o fa cagate (scusate il termine ma mi sembra l'unico appropriato) dovrebbe subirne le opportune conseguenze. Difficile dirsi chi è in grado di giudicare quando un pensiero è sano o malsano. E' vero. Chi è giudice e perchè.


Le mie teorie sul punto sono, immagino per la maggioranza, altamente opinabili, ma, sempre per restare in linea con il pensiero di Wilde, che ammiro profondamente, nonostante fosse un maschilista, quando troppa gente mi da' ragione ho l'esatta sensazione di avere torto.


Traetene pure le vostre opinioni.


Fine della pausa ricomincio a divertirmi.

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categoria:blog e libertĂ  di pensiero
lunedì, 13 novembre 2006

E sì ...se no qui si rischia che diventi troppo sdolcinata...per cui meglio riprendere la mia vera vena, quella caustica...




Causa recenti (dis)avventure sono giunta a conclusioni (degne di cosmopolitan) ma che hanno un fondo di vero.




Allora...




Categoria: Uomini da evitare:




1) I poeti, gli scrittori, gli artisti in genere e gli aspiranti tali (la maggioranza)




2) Quelli che partono in 7° e approdano in folle (infatti io opto per il cambio automatico)




3) I nevrotici, appiccicosi ed apprensivi




4) I bellidiplastica




5) Gli intellettuali in genere




Motivazioni per la categoria sopraelencata: doppiogiochisti (anche tri, quadri ecc. a salire); fiumidiparole che anche a sentirle, ci  si annoia ...(quando si conosce il pericolo ovviamente); falsi nell'animo; innamorati dell'amore; la selezione è per loro sconosciuta.




Categoria: Uomini da tenere:




6) Quelli che sanno fare qualcosa di manuale (tipo cambiare le lampadine, le tende, guidare come si deve, costruire qualcosa con le loro manine sante. non sto parlando di Leonardo da Vinci...mi accontenterei  - forse - anche di qualcosa di meno)




7) Quelli che hanno pudore dei propri sentimenti e non ti sfiniscono con domande inutili. Tanto quello che pensi lo capiscono da soli (pressocchè inesistenti)




8) Quelli che guardano avanti e hanno 1000 progetti




9) Quelli che non si annoiano. Mai. Con o senza di te.




10) Quelli che telefonano al momento giusto (mai quando stai salendo su un treno, per fare un esempio...)




11) Quelli che ascoltano e dicono cose sorprendentemente intelligenti




12) Quelli che la bellezza ce l'hanno nel DNA




13) Quelli allegri, che minimizzano anche le cose importanti, perchè non vogliono scaricarle su di te...




14) Quelli che non dicono stronzate




Motivazioni per la categoria sopraelencata: sono già contenute nei punti.




Categoria: Uomini da buttare pressochè subito:




Tutti quelli elencati nella categoria da evitare da 1) a 5). Tanto, inutile negarlo, per quanto li evitiamo ci incappiamo  sempre. E sono in assoluto i peggiori.




 




Detto questo rimettiamo come sempre il veleno in circolo verso attività ben più produttive...




 










 




 

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categoria:
lunedì, 13 novembre 2006


Eccoci al punto di partenza. Un po' triste causa abbandono temporaneo della mia deliziosa auto, del mare ma soprattutto del lupo.


Sono in un momento deliziosamente transitorio in cui le caselle del mio desiderato puzzle stanno incastrandosi meravigliosamente.


Sono innamorata, non solo di me, non solo di quel gioiello di auto. Alle volte i gioielli hanno nomi strani.


Sorpresa. Non lo nego.

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categoria:uomini e sesso
mercoledì, 08 novembre 2006


Penso che il blog sia uno strumento tecnologico democratico. Appunto.


Ci sono talenti e molti. Questo è vero.


Alcuni vivono di parole.  Altri sopravvivono.


Una cosa è sicura. Spesso regala emozioni. Ma più spesso sarebbe meglio farne a meno.


La cosa più utile che fornisce un blog è ricordarti esattamente come stavi e cosa pensavi quel determinato giorno.


Un'altra è comunicare qualcosa a chi vuoi bene davvero. E  per sapere come stai è sufficiente che apra il tuo blog.


A loro tutta la mia stima...

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categoria:blog e libertĂ  di pensiero
mercoledì, 08 novembre 2006


Oggi qui, in questa stanza, si gela. Mi fa male la testa. Ho dormito zero. Ho così tanti pensieri che dovrei scadenziarli. Dargli un ordine. Chessò numerico, cronologico, alfabetico, caotico.


Scelgo l'opzione caotico.


Fortunatamente nonostante pensi molto agisco anche. D'altronde, se non lo facessi in questi giorni sarebbe un vero delirio. La burocrazia connessa ad una SignoraAuto è pazzesca. Pare ci vorrà un'ora solo per spiegarmi il funzionamento di tutte le componenti. Cheppalle. L'unico mio vero problema sarà lavarla, fare benzina e aprire il cabrio almomentogiusto. E non certo con questo freddo, altrimenti rischio di sembrare una raffreddata deficiente. Il che non è elegante.


Il buono di avere la testa iperattiva è che lo è in tutto, non solo nelle cazzate o nelle preoccupazioni.


Va bene, proverò a distinguere. Tra una sigaretta e un'altra. Tra un lavoro e un altro.

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categoria:milano
martedì, 07 novembre 2006


non parli. Soprattutto tra le lenzuola. Sei muto. Hai sempre avuto pudore dei tuoi sentimenti. Perchè ne hai e li sento. Ogni volta li sento di più. Ho provato a sfuggirti buttandomi in braccia indecenti. Forse perchè le tue sono troppo eleganti. E piene di orgoglio. Ne hai ben ragione di esserlo. Non solo perchè sei bello davvero damorire. Ed è un eufemismo... ma hai un dono unico. Sei onesto. Nei sentimenti, nelle perole, nelle promesse. Tu fai e non dici. Tu ci sei. Sempre.


E la volta che decidi di parlare estrai un poker di assi. Ti aspetti la Scala, Reale.


Ma sono orgogliosa anche io e dirti: Si. Starò qui vicino a te e partirò il meno possibile, mi riesce difficile. Ma d'altronde una Scala Reale  senza l'asso non è unaverascalareale. Li hai tutti tu.


Venerdì, tesoro, mi accontenterò di un full di assi. E tirerò giù la Scala. Promesso.

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categoria:cose da grandi
lunedì, 06 novembre 2006


Il reato colposo nella sua forma tipica consta di un'azione volontaria e di un risultato involontario


(Giacomo Delitalia)

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categoria:aforismi
lunedì, 06 novembre 2006


Devo essere proprio una pupa se tutte le volte che prendo il treno (spesso) nel mio scompartimento c'è sempre un secchione. Ma di quelli full optional con occhiali, PC, communicator e 4 giornali al seguito.


I pupi stan sempre da un'altra parte...lo dico sempre, prima o poi Trenitalia mi sente.


Già rientrare il lunedì mattina è tristissimo per definizione. Ma dammi il bonus di un pupo, no?


Vabbò eccoci qua si riparte. Come sempre.

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categoria:donne
venerdì, 03 novembre 2006

"La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato"


(Winston Churchill)


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categoria:aforismi
venerdì, 03 novembre 2006


Palle di neve. Palle da gioco. Palle che ti crescono anche se sei una femmina (forse le mie stanno solo un po' più in su). Palle che si dicono (io lo faccio raramente, ma discretamente bene. Neanche a dirlo). Ma soprattutto palle che si sentono. A costoro dico con tutta l'umiltà che da sempre mi contraddistingue:


"ma se non siete capaci e soprattutto se vi sgamo in 2 nanosecondi, perchè insistete a dirle?"


"non ci guadagnate niente, fate solo ridere e un tantino pena (a dirla tutta)".


C'è chi di palle vive, cresce e pure si moltiplica. Fatti loro. Pure miei, alle volte, ma in fondo mica tanto. Perchè le palle han le gambe corte e rotolano giù infondo. Da dove faticosamente sono salite. Per raggiungermi.


Ma farvi scendere, care le mie palle, è un gioco da ragazzi. Facile facile.

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categoria:veleno
giovedì, 02 novembre 2006

"La vera saggezza generalmente consiste in una determinazione energica"


Napoleone


Tratto dal  romanzo di Ernesto Ferrero e trattato dagli Scarpelli, da Francesco Bruni e dallo stesso Virzì, N è una commedia ottocentesca che affronta un tema soprattutto novecentesco: il fascino persuasivo del tiranno. N comincia con un sogno, quello di abbattere Napoleone e di liberare i popoli "arraffati" con l'esercito e con l'ambizione. Paolo Virzì cambia il cognome del protagonista, Acquabona sulla pagina Papucci sullo schermo, e gli toglie anni ed esperienza. Martino sullo schermo non è un coetaneo di Napoleone ma un antieroe colto nel pieno della sua esaltazione giovanile. Lo scontro tra il tiranno e il ragazzo è generazionale prima ancora che filosofico e politico. Martino è interpretato da Elio Germano, vivace e pugnace, a cui si contrappone il Napoleone annoiato e abdicato di Daniel Auteuil, che lascia filtrare tutta la paura di chi ha perduto impero e favore.


Penso che si tratti di un bel film nel senso che si lascia guardare con piacere, ben girato e con ottimi attori. Quanto alla sostanza, si legge, neanche troppo tra le righe, la solita visione sinistrorsa alla quale sono abituata da sempre. Napoleone, il tiranno, Napoleone, assassino e dittatore, che merita (guarda un po') morte e umiliazioni.


Peccato che delle tante virtù di Napoleone non se ne parli per niente, come del Code Napoleon da lui stesso creato e di "come riuscì a realizzarlo". Delle ricostruzioni dei paesi conquistati. Del suo indiscutibile genio e di tante altre cose di cui il buon Virzì non si è minimamente preoccupato.


Fantastica la quarantenne Bellucci che nefaquelchenevuole del ragazzino che si crede scrittore e giusto.


Splendida  l'entrata di Napoleone nei saloni della Bellucci:


"Io porto gingilli in un luogo in cui è custodito un Tesoro" e poi passando avanti a a tutti le si avvicina, le bacia la mano dicendole: "perdoni chi è abituato all'invasione".


Grande Napoleone. E grande l'attore che l'interpreta. Quanto a Virzì meglio che faccia il regista e basta, la sceneggiatura non è, in qs caso, cosa sua.


 

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categoria:cinema