venerdì, 29 settembre 2006


....Che qs post rimarrà qui fino almeno a lunedì....mi pareva brutto lasciare il faccione di Prodi tutto questo tempo, anche se credo sia necessario riflettere su quanto accaduto. Non parlo per me ovviamente che da questi signori mi aspetto di male e di peggio ma mi riferisco a quelli che magari credono nella buona fede di questa gente.


Oggi ho avuto una grande soddisfazione e 1 conferma. La prima che sono rientrata nei miei Diesel acquistati nel 2001 e ciò mi da' una gioia infinita, grande quasi  quanto quella della 1° confessione del lupo.


La  conferma, è che, come da previsione, quando un uomo ti piace davvero zero (aggiungerei al cubo anche se il risultato è sempre zero, ma fa effetto) sicuro che sciorinerà tutti i passaggi della procedura del corteggiamento. E non si darà per vinto. No mai. Insisterà finchè non sarai costretta a parlare chiaro e tondo. Ed essere educati è difficilissimo.


Ha iniziato. Per fortuna parto.


Ovviamente il lupo invece, come da previsione, dopo doppia confessione acrobatica,  riesce ancora a fare il figo. (ci si nasce c'è poco da fare). Che si diverta.


Lo farò anche io. Come da programma. Saluti.

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categoria:bionde
venerdì, 29 settembre 2006


Lui sapeva e agiva per favorire gli amici.


Pubblichiamo di seguito l'intervento tenuto ieri alla Camera dal presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, durante la seduta per l'informativa del presidente del Consiglio Romano Prodi sulla vicenda Telecom.

Anche noi, onorevole presidente del Consiglio, siamo totalmente insoddisfatti del suo discorso e, dopo averlo ascoltato, io credo sia più chiaro perché ella - non un suo sosia cinese, ma ella - ebbe modo di dire che sarebbe stata roba da matti riferire in Parlamento sulla vicenda Telecom. Non fu uno scherzo del fuso orario tra Roma e Pechino, e nemmeno una caduta di stile: una dimostrazione di arroganza che, lo dico tra parentesi, se avesse visto protagonista il presidente Berlusconi od un qualsivoglia ministro del precedente Governo, avrebbe scatenato un putiferio, con fiumi di inchiostro contro la minaccia rappresentata, per la democrazia, dalla destra becera e populista. LE DUE PAURE Dopo averlo ascoltato io credo che gli italiani abbiano capito molto bene, signor Presidente del Consiglio, che lei, a Pechino, era nervoso, così come è nervoso quest'oggi e anche - me lo permetta - il comportamento infantile di poc'anzi lo dimostra. Era nervoso perché intimidito. Di che cosa aveva paura, signor presidente del Consiglio, a Pechino, quando disse in Parlamento: «roba da matti»? Aveva due paure: innanzitutto, la paura di fare una pessima figura con i suoi alleati qualora avessero capito chiaramente ciò che anche l'onorevole Tremonti ha detto poc'anzi, vale a dire che erano stati tenuti del tutto all'oscuro da un personale piano del presidente Prodi. La seconda paura, ancora più forte, era che in Parlamento emergesse chiaramente la sensazione che il Presidente del Consiglio non aveva detto la verità e questo non solo ai suoi alleati, ma, soprattutto, a tutti gli italiani. Orbene, quella sensazione oggi è palese. Quanto al primo aspetto, è una cosa che ci riguarda davvero in minima parte. Ai colleghi della maggioranza, che sono certamente abbastanza imbarazzati per quello che sta accadendo, ricordo soltanto che chi è causa del suo mal piange se stesso. Del resto, con un presidente del Consiglio che, come ricordava Tremonti, dice che si sente nei vostri confronti metà leader e metà assistente sociale, vorrei capire che cosa vi potevate aspettare di più! [...] Ma non abbiamo intenzione di sottacere l'altro aspetto, che riguarda tutti gli italiani. Infatti, quello che è accaduto riguarda gli italiani, che sono stati ingannati dal presidente del Consiglio, e riguarda la credibilità dell'Italia agli occhi della comunità internazionale. Basta leggere la stampa internazionale per rendersene conto. Lo diciamo perché l'intervento di Prodi non ha fugato il sospetto che egli non abbia detto la verità, anzi, lo ha rafforzato. Voglio ripercorrere rapidamente la vicenda [...]. TUTTE LE BUGIE L'8 settembre (il comunicato suicida) Palazzo Chigi dirama questa nota: «Quanto apparso oggi su Il Messaggero riguardo un ipotetico altolà alla vendita di TIM da parte del presidente del Consiglio necessita di una secca smentita e di una opportuna sottolineatura.   continua...




N.B. L'articolo è stato ridotto.


Direi che l'Onorevole Fini come al solito sia stato chiarissimo ed efficace. C'è poco da pensare a cazzate quando sei governato da gente simile. Lasciamo perdere le novità che riguardano il limite dei 70000 euro e altre amenità fiscali.

Sono davvero stufa. Complimenti vivissimi a chi ha votato sta gente. Buon w.e.

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categoria:attualitĂ 
giovedì, 28 settembre 2006

...sempre dagli uomini che ti vengono presentati dalle tue amiche. Questa poi ha l'aggravante di essere la mia commercialista, quindi avrei dovuto diffidare di più.


Al di là dell'aspetto (dalla serie affascinante quanto uno zerbino) che, in precedenza con luci basse a una festa, e io che notoriamente ci vedo praticamente un cazzo, non avevo notato,


questo S. è uno di quelli supereducati che ti fa 6000 complimenti al minuto, tra i quali vi cito solo quelli più ripetuti, tipo:


"stimolante, eccitante, creativa, seria (?), entusiasmante"


Mi ha dato praticamente ragione su ognicosa tutta la sera. Mammachepalle.


Insomma al di là del fatto che ad un certo punto parlavo solo io (almeno sentivo cose interessanti) serata davvero disastrosa. Quindi S non entra assolutamente nella mia Black List di cui vi parlavo ieri. Neanche se si facesse una plastica.


Stamattina svegliata tardissimo causa antistaminico troppo potente e nel raggiungere lo studio, guidandoefumando, ricapitolavo che se incontrassi un lui con:



  • la capacità oratoria di A 1;

  • il fisico e le relative prestazioni, nonchè le lentiggini di A2

  • la dolcezza e l'adorazione (mal riposta) per me di C.

  • l'eleganza, il fascino, lo sguardo, nonchè lo charme di E. (trattasi del Lupo che sembra sempre appena sceso dal suo yacht ormeggiato a Portofino)

  • il senso dell'umorismo, la fisicità, nonchè la profondità di G.

  • il vivere alla grande di M.

  • il talento sportivo, nonchè l'educazione di P (accademia militare)

  • il carisma, il fisico, l'intelligenza e la comicità (chiamarlo senso dell'umorismo nel suo caso sarebbe riduttivo) di T.

  • la grinta di V.


Forse Fanny avrebbe trovato il suo uomo ideale. Ma sembra che non sia possibile...


e.....tutto sommato va bene così.

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categoria:donne
mercoledì, 27 settembre 2006


Grandissima voglia di scrivere. Pochissima di lavorare.


Sono tornata stanotte, leggendo un libro divertente ma decisamente stupidino dal titolo "Mi piaci da morire"  di Francesca Bosco.


Mi scusi la Bosco ma in confronto la Melissa dai centocolpi scrive dei capolavori. Il che decisamente nonè.


Sta di fatto che l'ho letto tutto in meno di 2 ore di viaggio e me nemancava ancora 1 e mezza circa.


Guardandomi in giro vedo e sento maschietti parlare incessantemente di lavoro. E mi chiedo: se come me costoro sono in giro per l'Italia per tale necessaria ragione, come fanno ad avere entusiasmo ancora per il lavoro?


Io i miei doccs, le mie carte e soprattutto il mio PC li avevo nascosti nell'angolo più irraggiungibile della valigia...mah...


Gli uomini sono strani, inutile capirli, come se dovessero sempre dimostrare che sono di successo, che sonopresi. Ma chissenefrega. Mi dico.


Il pensiero torna al lupo, a stasera che devo festeggiare i miei anni che diminuiscono e la mia saggezza che aumenta. A proposito, ultima stronzata che ho sentito.


"Sai M. tu dimostri 30 anni scarsi, ma hai un'esperienza e uno spessore incredibile. sei troppo forte, troppo entusiasta, troppo attiva..."


...e io che credevo fossero virtù. Un giorno di questi devo svegliarmi bruttarella, ingenua e un tantinello depressa, così finalmente vi somiglierò di più, cari maschietti.


Roba da pazzi. Il lui che me l'ha detto sta (scorrendo la rubrica del cell.) al 5° posto in ordine alfabetico dei miei attuali fidanzati. E il suo nome inizia per E.  Micamessotantobene, tutto sommato.


Stasera esco con S.  (meglio non dire la postazione)


Dopo queste stronzate posso finalmente riprendere a lavorare.

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categoria:autoglorificazione
venerdì, 22 settembre 2006

Mi dicono che sono monotematica. Spesso è vero. D'altronde lo dichiarai decine di post fa di essere il mio argomento preferito.

D'altronde, per parlare d'amore bisogna esserne capaci e io non so farlo, se non in chiave ironica. Di politica è faticoso  perchè ti obbliga a rispondere e non sempre posso farlo e quindi prima di partire per mare, Firenze e San Gimignano posterò pensieri sparsi, sintetici, come piacciono a me.

  • Ho visto il film con J. Depp il Pirata dei Caraibi (credo si chiami) e mi chiedo come si faccia a spendere tanti soldi (dei quali mi auguro che almeno la metà vadano a lui perchè è sempre fantastico) per un film tanto stupido. Non fa paura, nè ridere, nè pensare. Semplicemente nonfa. Era l'unico film disponibile nell'orario in cui sono arrivata e Depp quanto meno vale la spesa.
  • L'Isola dei Famosi: trovo una Ventura un tantino appannata, ma forse è solo a causa del superlavoro...Ottimo Dan Harrow (perdonatemi se non si scrive così, mancanza di tempo, solito). Simpatico ed energico.
  • L'entusiasmo, mi ricollego al pensiero precedente, è una gran dote. Vorrei vederne di più in giro.
  • Miss Italia: iei non l'ho visto e quindi non so. Ma mi pare che in qs edizione le superbone abbondino anche se pettinate da cani. Qualcuna decisamente simpatica. Mi piace la bella e simpatica
  • Gli uomini frequentati in qs periodo sono sorprendentemente corretti. E lineari. Che sta succedendo? Temo che la risposta sia sempre quella: ho praticamente raggiunto il mio peso ideale. La forma val più della sostanza. Sisa.
  • Sono meno polemica del solito ma credo che sia solo una degli effetti collaterali degli antistaminici. Abbiate pazienza. A fine ottobre non li prenderò più.
  • Non sono innamorata. Anche se forse sarebbe il momento opportuno. Ma temo sia un altro effetto collaterale. Pace. C'è sempre tempo per quello
  • Mi aspettano delle trattative al riguardo. Temporeggiare. Linea Guida di qs w.e.

Con la pretesa di non avervi ammorbato troppo, tolgo per qualche giorno, il disturbo.

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categoria:veleno
giovedì, 21 settembre 2006

Premetto che quello che sto scrivendo è assoulutamente di getto, non pensato e non ragionato e probabilmente neanche riletto. Visto che mi sono presentata in studio all 11 e 30 causa notte allergica ai confini con l'inferno.

Leggo Micromarko e un altro amico che mi scrivono in privato e di getto penso a quanto sia vero di come si creino stravaganti legami (e vi assicuro alle volte più stabili di quelli reali) con questo mezzo. Il blog che niente ha a che vedere con le chat, i forum e altri mezzucci telematici.

Noi viviamo e cresciamo insieme e sappiamo dell'uno e dell'altro. L'altro giorno ero girata ad esempio a causa di un amico carissimo che da tempo non aggiorna il blog e per quanto ci sentiamo con altri mezzi non è la stessa cosa. Lui sembra non capirlo.

Mi sono innamorata sul serio due volte via blog. Ho conosciuto una donna straordinaria e qualcun altro e ognuno a modo suo mi ha colpito e molto. Forse siamo solo una comunità di innamoraticronici. Può essere, ma vi assicuro che nel reale almeno io sono diversa. Leggere alcuni di voi tutti i giorni o quasi è ormai necessario per me. E quelli che ho conosciuto davvero sono stati tutti al di sopra delle mie aspettative. Ma forse io sono solo una CinicaIngenua.

Saluti cari...ora devo andare davvero...

 

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categoria:blog e libertĂ  di pensiero
mercoledì, 20 settembre 2006

Oggi c'è davvero poco da tirarsela. Sveglia all'alba, già tossica da un paio di antistaminici diversi (ormai li mischio li frullo, ne faccio pozioni). Risultato: calata la tosse. Congiuntivite a palla.

Indosso uno dei tailleur più decenti che ho. Non il migliore, con quegli occhi da rana sarebbe sprecato, e mi avventuro in un paese sperduto vicino a Rho, dove c'è un nuovo importante cliente.

Essere efficaci con quell'espressione da demente, causata da uno sguardo non propriamente assassino è stato difficile. Per non dire faticoso.

Se approva anche questo preventivo significa che mi trasfosmassi pure nella signorapina a questi può fregargliene meno.

Seppur femmina e femminista quando mi sento una sorta di ratto faccio una fatica del diavolo a lavorare come vorrei. Cosa stupida e pure maschilista, se analizzata bene, ma così è. Imbecillechesono. D'altronde nessuno è perfetto. Nemmeno io. 

...qualche volta...

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categoria:cose da grandi
martedì, 19 settembre 2006

Nonostante le allergie, la tosse, le estati dense, il mare, occorre ricominciare. Tanti lavori, progetti, idee.

Sono un po' stanca a causa di tutti questi antistaminici ma ho tantissime e bellissime cose da fare. E viaggi vicini. Responsabilità nuove.

Occorre inserire il turbo e ripartire alla grande. Lo farò, in fondo per quanto ribelle e indisciplinata lavorare mi piace molto. Così bando alle ciance e via con le cose pratiche che poi alla fine sono quelle che ti danno un'idea oggettiva di quello che sei. Di cui sei capace.

E quindi, parcheggiamo amori et simili e pensiamo a come renderci la vita lamigliorepossibile.

Sono pronta.

A presto

 

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categoria:business
martedì, 19 settembre 2006

Le distanze ci hanno diviso. Chilometri ed età .

Non mi parli  più e non so perchè. 

Per quante storie, amori, amicizie, possa avere io non ti dimentico.

Sei stato il mio migliore amico e per sei mesi qualcosa di più. Probabilmente non leggerai mai queste parole mentre io ti leggo sempre.

Non riesco neanche a incazzarmi con te. Non mi riesce proprio.

Mi mancano i tuoi ragionamenti lucidi, la tua capacità di appassionarti e di arrabbiarti.

La tua grinta. Unica.

Che l'amore sia con te...(di forza ne hai anche troppa). Stai bene cucciolo, anzi benissimo. Lovoglio.

 

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categoria:favole
lunedì, 18 settembre 2006

In generale accetto senza problemi le chiacchiere di tutti

e senza problemi le lascio perdere.

 "Niente canzoni d'amore"

Lo zio Buck

non del tutto vero. ogni tanto non le lascio perdere...le memorizzo. e dimentico chi le ha dette.

La zia Fanny

postato da: FannySporchi alle ore 22:48 | Permalink | commenti (2)
categoria:aforismi
lunedì, 18 settembre 2006

Commentavo in giro che mi piace così tanto l'atteggiamento forte della Chiesa che mi farei Suora. Se non avessi una credosana passione per i maschietti.

Oriana sono sicura condividerebbe. Peccato non sentire i suoi di commenti.

postato da: FannySporchi alle ore 14:10 | Permalink | commenti (2)
categoria:attualitĂ 
lunedì, 18 settembre 2006

E' fatta. Scacco Matto. Mio bel Lupo. Hai confessato. Finalmente.

Mi vuoi. Lo sapevo Lo sapevo Lo sapevo (mentre confessavi nella mia testa facevo la ola, cantavo l'Inno Nazionale e anche l'inno della vittoria dei Mondiali 2006 - CONTESTUALMENTE ).

Benissimo...

Dopo sono andata a festeggiare. Con un altro.

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categoria:uomini e sesso
venerdì, 15 settembre 2006

Si va a respirare un po' di aria decente.

Già mi sento meglio. Un abbraccio agli amici e ancora un saluto e tanti pensieri per Oriana.

postato da: FannySporchi alle ore 17:08 | Permalink | commenti (4)
categoria:mare
venerdì, 15 settembre 2006

Per quanto mi sarà possibile combatterò (come faccio sempre dovunque e comunque) questo atteggiamento che ha contribuito a creare quel nuovo continente che hai definito Eurabia. 

Sei una Grande.

Il nemico che trattiamo da amico (l'ultimo suo articolo)

Ora mi chiedono: «Che cosa dice, che cosa ha da dire, su quello che è successo a Londra?». Me lo chiedono a voce, per fax, per email, spesso rimproverandomi perché finoggi sono rimasta zitta. Quasi che il mio silenzio fosse stato un tradimento. E ogni volta scuoto la testa, mormoro a me stessa: cos' altro devo dire?!? Sono quattr' anni che dico. Che mi scaglio contro il Mostro deciso ad eliminarci fisicamente e insieme ai nostri corpi distruggere i nostri principii e i nostri valori. La nostra civiltà. Sono quattr' anni che parlo di nazismo islamico, di guerra all' Occidente, di culto della morte, di suicidio dell' Europa. Un' Europa che non è più Europa ma Eurabia e che con la sua mollezza, la sua inerzia, la sua cecità, il suo asservimento al nemico si sta scavando la propria tomba. Sono quattr' anni che come una Cassandra mi sgolo a gridare «Troia brucia, Troia brucia» e mi dispero sui Danai che come nell' Eneide di Virgilio dilagano per la città sepolta nel torpore. Che attraverso le porte spalancate accolgono le nuove truppe e si uniscono ai complici drappelli. Quattr' anni che ripeto al vento la verità sul Mostro e sui complici del Mostro cioè sui collaborazionisti che in buona o cattiva fede gli spalancano le porte. Che come nell' Apocalisse dell' evangelista Giovanni si gettano ai suoi piedi e si lasciano imprimere il marchio della vergogna.

Incominciai con «La Rabbia e l' Orgoglio». Continuai con «La Forza della Ragione». Proseguii con «Oriana Fallaci intervista sé stessa» e con «L' Apocalisse». E tra l' uno e l' altro la predica «Sveglia, Occidente, sveglia». I libri, le idee, per cui in Francia mi processarono nel 2002 con l' accusa di razzismo-religioso e xenofobia. Per cui in Svizzera chiesero al nostro ministro della Giustizia la mia estradizione in manette. Per cui in Italia verrò processata con l' accusa di vilipendio all' Islam cioè reato di opinione. (Reato che prevede tre anni di galera, quanti non ne riceve l' islamico sorpreso con l' esplosivo in cantina). Libri, idee, per cui la Sinistra al Caviale e la Destra al Fois Gras ed anche il Centro al Prosciutto mi hanno denigrata vilipesa messa alla gogna insieme a coloro che la pensano come me. Cioè insieme al popolo savio e indifeso che nei loro salotti viene definito dai radical-chic «plebaglia-di-destra». Sì, è vero: sui giornali che nel migliore dei casi mi opponevano farisaicamente la congiura del silenzio ora appaiono titoli composti coi miei concetti e le mie parole. Guerra-all' Occidente, Culto-della-Morte, Suicidio-dell' Europa, Sveglia-Italia-Sveglia. Sì, è vero: sia pur senza ammettere che non avevo torto l' ex segretario della Quercia ora concede interviste nelle quali dichiara che questi-terroristi-vogliono-distruggere-i-nostri-valori, che questo- stragismo-è-di-tipo-fascista-ed-esprime-odio-per-la-nostra-civiltà».

Sì, è vero: parlando di Londonistan, il quartiere dove vivono i ben settecentomila musulmani di Londra, i giornali che prima sostenevano i terroristi fino all' apologia di reato ora dicono ciò che dicevo io quando scrivevo che in ciascuna delle nostre città esiste un' altra città. Una città sotterranea, uguale alla Beirut invasa da Arafat negli anni Settanta. Una città straniera che parla la propria lingua e osserva i propri costumi, una città musulmana dove i terroristi circolano indisturbati e indisturbati organizzano la nostra morte. Del resto ora si parla apertamente anche di terrorismo-islamico, cosa che prima veniva evitata con cura onde non offendere i cosiddetti musulmani moderati. Sì, è vero: ora anche i collaborazionisti e gli imam esprimono le loro ipocrite condanne, le loro mendaci esecrazioni, la loro falsa solidarietà coi parenti delle vittime. Si, è vero: ora si fanno severe perquisizioni nelle case dei musulmani indagati, si arrestano i sospettati, magari ci si decide ad espellerli. Ma in sostanza non è cambiato nulla. Nulla. Dall' antiamericanismo all' antioccidentalismo al filoislamismo, tutto continua come prima. Persino in Inghilterra. Sabato 9 luglio cioè due giorni dopo la strage la BBC ha deciso di non usare più il termine «terroristi», termine-che-esaspera-i-toni-della-Crociata, ed ha scelto il vocabolo «bombers». Bombardieri, bombaroli. Lunedì 11 luglio cioé quattro giorni dopo la strage il Times ha pubblicato nella pagina dei commenti la vignetta più disonesta ed ingiusta ch' io abbia mai visto. Quella dove accanto a un kamikaze con la bomba si vede un generale anglo-americano con un' identica bomba. Identica nella forma e nella misura. Sulla bomba, la scritta: «Killer indiscriminato e diretto ai centri urbani». Sulla vignetta, il titolo: «Spot the difference, cerca la differenza».

Quasi contemporaneamente, alla televisione americana ho visto una giornalista del Guardian, il quotidiano dell' estrema sinistra inglese, che assolveva l' apologia di reato manifestata anche stavolta dai giornali musulmani di Londra. E che in pratica attribuiva la colpa di tutto a Bush. Il-criminale, il- più-grande-criminale-della-Storia, George W. Bush. «Bisogna capirli». Cinguettava «la politica americana li ha esasperati. Se non ci fosse stata la guerra in Iraq...». (Giovanotta, l' 11 settembre la guerra in Iraq non c' era. L' 11 settembre la guerra ce l' hanno dichiarata loro. Se n' è dimenticata?). E contemporaneamente ho letto su Repubblica un articolo dove si sosteneva che l' attacco alla subway di Londra non è stato un attacco all' Occidente. E' stato un attacco che i figli di Allah hanno fatto contro i propri fantasmi. Contro l' Islam «lussurioso» (suppongo che voglia dire «occidentalizzato») e il cristianesimo «secolarizzato». Contro i pacifisti indù e la-magnifica-varietà-che-Allah-ha-creato. Infatti, spiegava, in Inghilterra i musulmani sono due milioni e nella metropolitana di Londra non-trovi-un-inglese-nemmeno-a-pagarlo-oro. Tutti in turbante, tutti in kefiah. Tutti con la barba lunga e il djellabah. Se-ci-trovi-una-bionda-con-gli-occhi-azzurri-è-una-circassa». (Davvero?!? Chi l' avrebbe mai detto!!! Nelle fotografie dei feriti non scorgo né turbanti né kefiah, né barbe lunghe né djellabah. E nemmeno burka e chador. Vedo soltanto inglesi come gli inglesi che nella Seconda Guerra Mondiale morivano sotto i bombardamenti nazisti. E leggendo i nomi dei

 

dispersi vedo tutti Phil Russell, Adrian Johnson, Miriam Hyman, più qualche tedesco o italiano o giapponese. Di nomi arabi, finoggi, ho visto soltanto quello di una giovane donna che si chiamava Shahara Akter Islam).

Continua anche la fandonia dell' Islam «moderato», la commedia della tolleranza, la bugia dell' integrazione, la farsa del pluriculturalismo. Vale a dire delle moschee che esigono e che noi gli costruiamo. Nel corso d' un dibattito sul terrorismo, al consiglio comunale di Firenze lunedì 11 luglio il capogruppo diessino ha dichiarato: «E' ora che anche a Firenze ci sia una moschea». Poi ha detto che la comunità islamica ha esternato da tempo la volontà di costruire una moschea e un centro culturale islamico simili alla moschea e al centro culturale islamico che sorgeranno nella diessina Colle val d' Elsa. Provincia della diessina Siena e del suo filo-diessino Monte dei Paschi, già la banca del Pci e ora dei Ds. Bé, quasi nessuno si è opposto. Il capogruppo della Margherita si è detto addirittura favorevole. Quasi tutti hanno applaudito la proposta di contribuire all' impresa coi soldi del municipio cioé dei cittadini, e l' assessore all' urbanistica ha aggiunto che da un punto di vista urbanistico non ci sono problemi. «Niente di più facile». Episodio dal quale deduci che la città di Dante e Michelangelo e Leonardo, la culla dell' arte e della cultura rinascimentale, sarà presto deturpata e ridicolizzata dalla sua Mecca. Peggio ancora: continua la Political Correctness dei magistrati sempre pronti a mandare in galera me e intanto ad assolvere i figli di Allah. A vietarne l' espulsione, ad annullarne le (rare) condanne pesanti, nonché a tormentare i carabinieri o i poliziotti che con loro gran dispiacere li arrestano. Milano, pomeriggio dell' 8 luglio cioé il giorno dopo la strage di Londra. Il quarantaduenne Mohammed Siliman Sabri Saadi, egiziano e clandestino, viene colto senza biglietto sull' autobus della linea 54. Per effettuare la multa i due controllori lo fanno scendere e scendono con lui. Gli chiedono un documento, lui reagisce ingaggiando una colluttazione. Ne ferisce uno che finirà all' ospedale, scappa perdendo il passaporto, ma la Volante lo ritrova e lo blocca. Nonostante le sue resistenze, dinanzi a una piccola folla lo ammanetta e nello stesso momento ecco passare una signora che tutta stizzita vuole essere ascoltata come testimone se il poverino verrà processato ed accusato di resistenza. I poliziotti le rispondono signora-ci-lasci-lavorare, e allora lei allunga una carta di identità dalla quale risulta che è un magistrato. Sicché un po' imbarazzati ne prendono atto poi portano Mohammed in questura e qui... Bé, invece di portarlo al centro di permanenza temporanea dove (anziché in galera) si mettono i clandestini, lo lasciano andare invitandolo a presentarsi la prossima settimana al processo cui dovrà sottoporsi per resistenza all' arresto e lesioni a pubblico ufficiale. Lui se ne va, scompare (lo vedremo mai più?) e indovina chi è la signora tutta stizzita perché lo avevano ammanettato come vuole la prassi.

La magistrata che sette mesi fa ebbe il suo piccolo momento di celebrità per aver assolto con formula piena tre musulmani accusati di terrorismo internazionale e per aver aggiunto che in Iraq non c' è il terrorismo, c' è la guerriglia, che insomma i tagliateste sono Resistenti. Sì, proprio quella che il vivace leghista Borghezio definì «una vergogna per Milano e per la magistratura». E indovina chi anche oggi la loda, la difende, dichiara ha-fatto-benissimo. I diessini, i comunisti, e i soliti verdi. Continua anche la panzana che l' Islam è una religione di pace, che il Corano predica la misericordia e l' amore e la pietà. Come se Maometto fosse venuto al mondo con un ramoscello d' ulivo in bocca e fosse morto crocifisso insieme a Gesù. Come se non fosse stato anche lui un tagliateste e anziché orde di soldati con le scimitarre ci avesse lasciato san Matteo e san Marco e san Luca e san Giovanni intenti a scrivere gli Evangeli. Continua anche la frottola dell' Islam vittima-dell' Occidente. Come se per quattordici secoli i musulmani non avessero mai torto un capello a nessuno e la Spagna e la Sicilia e il Nord Africa e la Grecia e i Balcani e l' Europa orientale su su fino all' Ucraina e alla Russia le avesse occupate la mia bisnonna valdese. Come se ad arrivare fino a Vienna e a metterla sotto assedio fossero state le suore di sant' Ambrogio e le monache Benedettine. Continua anche la frode o l' illusione dell' Islam Moderato. Con questa, il tentativo di farci credere che il nemico è costituito da un' esigua minoranza e che quella esigua minoranza vive in paesi lontani.

Bé, il nemico non è affatto un' esigua minoranza. E ce l' abbiamo in casa. Ce l' avevamo in casa l' 11 settembre del 2001 cioé a New York. Ce l' avevamo in casa l' 11 marzo del 2004 cioé a Madrid. Ce l' avevamo in casa l' 1, il 2, il 3 settembre del medesimo anno a Beslan dove si divertirono anche a fare il tiro a segno sui bambini che dalla scuola fuggivano terrorizzati, e di bambini ne uccisero centocinquanta. Ce l' avevamo in casa il 7 luglio scorso cioé a Londra dove i kamikaze identificati erano nati e cresciuti. Dove avevano studiato finalmente qualcosa, erano vissuti finalmente in un mondo civile, e dove fino alla sera precedente s' eran divertiti con le partite di calcio o di cricket. Ce l' abbiamo in casa da oltre trent' anni, perdio. Ed è un nemico che a colpo d' occhio non sembra un nemico. Senza la barba, vestito all' occidentale, e secondo i suoi complici in buona o in malafede perfettamente-inserito-nel-nostro-sistema-sociale. Cioé col permesso di soggiorno. Con l' automobile. Con la famiglia. E pazienza se la famiglia è spesso composta da due o tre mogli, pazienza se la moglie o le mogli le fracassa di botte, pazienza se non di rado uccide la figlia in blue jeans, pazienza se ogni tanto suo figlio stupra la quindicenne bolognese che col fidanzato passeggia nel parco. E' un nemico che trattiamo da amico. Che tuttavia ci odia e ci disprezza con intensità. Tale intensità che verrebbe spontaneo gridargli: se siamo così brutti, così cattivi, così peccaminosi, perché non te ne torni a casa tua? Perché stai qui? Per tagliarci la gola o farci saltare in aria? Un nemico, inoltre, che in

 

nome dell' umanitarismo e dell' asilo politico (ma quale asilo politico, quali motivi politici?) accogliamo a migliaia per volta anche se i Centri di Accoglienza straripano, scoppiano, e non si sa più dove metterlo. Un nemico che in nome della «necessità» (ma quale necessità, la necessità di riempire le strade coi venditori ambulanti e gli spacciatori di droga?) invitiamo anche attraverso l' Olimpo Costituzionale. «Venite, cari, venite. Abbiamo tanto bisogno di voi». Un nemico che per partorire non ha bisogno della procreazione assistita, delle cellule staminali. Il suo tasso di natalità è così alto che secondo il National Intelligence Council alla fine di quest' anno la popolazione musulmana in Eurabia risulterà raddoppiata. Un nemico che le moschee le trasforma in caserme, in campi di addestramento, in centri di reclutamento per i terroristi, e che obbedisce ciecamente all' imam (però guai se arresti l' imam.

Peggio ancora, se qualche agente della Cia te lo toglie dai piedi col tacito consenso dei nostri servizi segreti). Un nemico che in virtù della libera circolazione voluta dal trattato di Schengen scorrazza a suo piacimento per l' Eurabia sicché per andare da Londra a Marsiglia, da Colonia a Milano o viceversa, non deve esibire alcun documento. Può essere un terrorista che si sposta per organizzare o materializzare un massacro, può avere addosso tutto l' esplosivo che vuole: nessuno lo ferma, nessuno lo tocca. (Ma quando in seguito alla strage di Londra la Francia denuncia il trattato di Schengen e perfino la Spagna zapatera pensa di imitarla, l' Italia e gli altri paesi europei rispondono scandalizzati no no). Un nemico che appena installato nelle nostre città o nelle nostre campagne si abbandona alle prepotenze ed esige l' alloggio gratuito o semi-gratuito nonché il voto e la cittadinanza. Tutte cose che ottiene senza difficoltà. Un nemico che protetto dalla Sinistra al Caviale e dalla Destra al Fois Gras e dal Centro al Prosciutto ciancia, appunto, di integrazione e pluriculturalismo ma intanto ci impone le proprie regole e i propri costumi. Che bandisce il maiale dalle mense delle scuole, delle fabbriche, delle prigioni. Che aggredisce la maestra o la preside perché una scolara bene educata ha gentilmente offerto al compagno di classe musulmano la frittella di riso al marsala cioé «col liquore». E-attenta-a-non-ripeter-l' oltraggio. Un nemico che negli asili vuole abolire anzi abolisce il Presepe e Babbo Natale. Che il crocifisso lo toglie dalle aule scolastiche, lo getta giù dalle finestre degli ospedali, lo definisce «un cadaverino ignudo e messo lì per spaventare i bambini musulmani». (Parlo, s' intende, dell' arabo con la cittadinanza italiana che mi ha denunciato per vilipendio all' Islam. Che contro di me ha scritto un lercio e sgrammaticato libello dove elencando quattro sure del Corano chiede ai suoi correligionari di eliminarmi, che per le sue malefatte non è mai stato o non ancora processato). Un nemico che in Inghilterra s' imbottisce le scarpe di esplosivo onde far saltare in aria il jumbo del volo Parigi-Miami. (Parlo, s' intende, dell' arabo con la cittadinanza inglese che per puro miracolo beccarono sulla American Airlines).

Un nemico che ad Amsterdam uccide Theo van Gogh colpevole di girare documentari sulla schiavitù delle musulmane e che dopo averlo ucciso gli apre il ventre, ci ficca dentro una lettera con la condanna a morte della sua migliore amica. (Parlo, s' intende, dell' arabo con cittadinanza olandese che probabilmente anzi spero verrà condannato all' ergastolo e che al processo ha sibilato alla mamma di Theo: «Io non provo alcuna pietà per lei. Perché lei è un' infedele»). Il nemico, infine, per il quale trovi sempre un magistrato clemente cioé pronto a scarcerarlo. E che i governi eurobei (ndr: non si tratta d' un errore tipografico, voglio proprio dire eurobei non europei) non espellono neanche se è clandestino. Continua anche il discorso sul Dialogo delle due Civiltà. Ed apriti cielo se chiedi qual è l' altra civiltà, cosa c' è di civile in una civiltà che non conosce neanche il significato della parola libertà. Che per libertà, hurryya, intende «emancipazione dalla schiavitù». Che la parola hurryya la coniò soltanto alla fine dell' Ottocento per poter firmare un trattato commerciale. Che nella democrazia vede Satana e la combatte con gli esplosivi, le teste tagliate. Che dei Diritti dell' Uomo da noi tanto strombazzati e verso i musulmani scrupolosamente applicati non vuole neanche sentirne parlare. Infatti rifiuta di sottoscrivere la Carta dei Diritti Umani compilata dall' Onu e la sostituisce con la Carta dei Diritti Umani compilata dalla Conferenza Araba. Apriti cielo anche se chiedi che cosa c' è di civile in una civiltà che tratta le donne come le tratta.

L' Islam è il Corano, cari miei. Comunque e dovunque. E il Corano è incompatibile con la Libertà, è incompatibile con la Democrazia, è incompatibile con i Diritti Umani. E' incompatibile col concetto di civiltà. E visto che ho toccato questo argomento mi ascolti bene, signor giudice di Bergamo che ha voluto incriminarmi per vilipendio all' Islam ma che non ha mai incriminato il mio persecutore per vilipendio al Cristianesimo. Nonché per istigazione all' omicidio. (Il mio). Mi ascolti e mi condanni pure. Mi infligga pure quei tre anni di reclusione che i magistrati italiani non infliggono nemmeno ai terroristi islamici beccati con l' esplosivo in cantina. Il suo processo è inutile. Finché avrò un filo di fiato io ripeterò ciò che ho scritto nei miei libri e che riscrivo qui. Non mi sono mai fatta intimidire, non mi faccio mai intimidire dalle minacce di morte e dalle persecuzioni, dalle denigrazioni, dagli insulti contro i quali Lei si è guardato bene dal proteggermi anche come semplice cittadino. Quindi si figuri se mi faccio intimidire da Lei che mi nega il costituzionale diritto di pensare ed esprimere la mia opinione. Però, prima del processo, una curiosità me la deve togliere. Nella cella mi ci terrà tutta sola o coi carabinieri che lo Stato Italiano mi ha cortesemente imposto affinché non venga ammazzata come Biagi o come Theo van Gogh? Glielo chiedo perché il ministro degli Interni dice che nelle nostre carceri oltre il cinquanta per cento dei detenuti sono musulmani, e suppongo che di quei carabinieri avrei più bisogno in galera che a casa mia. (Quanto a voi, signori del Parlamento, congratulazioni per aver respinto la proposta del ministro della Giustizia: abolire il reato di opinione. E particolari congratulazioni all' onorevole di Alleanza Nazionale che oltre ad aver gestito quel rifiuto ha chiesto di abolire il reato d' apologia del fascismo). Continua anche l' indulgenza che la Chiesa Cattolica (del resto la maggiore sostenitrice del Dialogo) professa nei riguardi dell' Islam. Continua cioé la sua irremovibile irriducibile volontà di sottolineare il «comune patrimonio spirituale fornitoci dalle tre grandi religioni monoteistiche». Quella cristiana, quella ebraica, quella islamica. Tutte e tre basate sul concetto del Dio Unico, tutte e tre ispirate da Abramo. Il buon Abramo che per ubbidire a Dio stava per sgozzare il suo bambino come un agnello. Ma quale patrimonio in comune?!?

Allah non ha nulla in comune col Dio del Cristianesimo. Col Dio padre, il Dio buono, il Dio affettuoso che predica l' amore e il perdono. Il Dio che negli uomini vede i suoi figli. Allah è un Dio padrone, un Dio tiranno. Un Dio che negli uomini vede i suoi sudditi anzi i suoi schiavi. Un Dio che invece dell' amore insegna l' odio, che attraverso il Corano chiama cani-infedeli coloro che credono in un altro Dio e ordina di punirli. Di soggiogarli, di ammazzarli. Quindi come si fa a mettere sullo stesso piano il cristianesimo e l' islamismo, come si fa a onorare in egual modo Gesù e Maometto?!? Basta davvero la faccenda del Dio Unico per stabilire una concordia di concetti, di principii, di valori?!? E questo è il punto che nell' immutata realtà del dopo-strage di Londra mi turba forse di più. Mi turba anche perché sposa quindi rinforza quello che considero l' errore commesso da papa Wojtyla: non battersi quanto avrebbe a mio avviso dovuto contro l' essenza illiberale e antidemocratica anzi crudele dell' Islam. Io in questi quattr' anni non ho fatto che domandarmi perché un guerriero come Wojtyla, un leader che come lui aveva contribuito più di chiunque al crollo dell' impero sovietico e quindi del comunismo, si mostrasse così debole verso un malanno peggiore dell' impero sovietico e del comunismo. Un malanno che anzitutto mira alla distruzione del cristianesimo. (E dell' ebraismo). Non ho fatto che domandarmi perché egli non tuonasse in maniera aperta contro ciò che avveniva (avviene) ad esempio in Sudan dove il regime fondamentalista esercitava (esercita) la schiavitù. Dove i cristiani venivano eliminati (vengono eliminati) a milioni. Perché tacesse sull' Arabia Saudita dove la gente con una Bibbia in mano o una crocetta al collo era (è) trattata come feccia da giustiziare. Ancora oggi quel silenzio io non l' ho capito e...

Naturalmente capisco che la filosofia della Chiesa Cattolica si basa sull' ecumenismo e sul comandamento Ama-il-nemico-tuo-come-te-stesso. Che uno dei suoi principii fondamentali è almeno teoricamente il perdono, il sacrificio di porgere l' altra guancia. (Sacrificio che rifiuto non solo per orgoglio cioè per il mio modo di intendere la dignità, ma perché lo ritengo un incentivo al Male di chi fa del male). Però esiste anche il principio dell' autodifesa anzi della legittima difesa, e se non sbaglio la Chiesa Cattolica vi ha fatto ricorso più volte. Carlo Martello respinse gli invasori musulmani alzando il crocifisso. Isabella di Castiglia li cacciò dalla Spagna facendo lo stesso. E a Lepanto c' erano anche le truppe pontificie. A difendere Vienna, ultimo baluardo della Cristianità, a romper l' assedio di Kara Mustafa, c' era anche e soprattutto il polacco Giovanni Sobienski con l' immagine della Vergine di Chestochowa. E se quei cattolici non avessero applicato il principio dell' autodifesa, della legittima difesa, oggi anche noi porteremmo il burka o il jalabah. Anche noi chiameremmo i pochi superstiti cani-infedeli. Anche noi gli segheremmo la testa col coltello halal. E la basilica di San Pietro sarebbe una moschea come la chiesa di Santa Sofia a Istanbul. Peggio: in Vaticano ci starebbero Bin Laden e Zarkawi. Così, quando tre giorni dopo la nuova strage Papa Ratzinger ha rilanciato il tema del Dialogo, sono rimasta di sasso. Santità, Le parla una persona che La ammira molto. Che Le vuole bene, che Le dà ragione su un mucchio di cose. Che a causa di questo viene dileggiata coi nomignoli atea-devota, laica-baciapile, liberal-clericale. Una persona, inoltre, che capisce la politica e le sue necessità. Che comprende i drammi della leadership e i suoi compromessi. Che ammira l' intransigenza della fede e rispetta le rinunce o le prodigalità a cui essa costringe. Però il seguente interrogativo devo porlo lo stesso: crede davvero che i musulmani accettino un dialogo coi cristiani, anzi con le altre religioni o con gli atei come me? Crede davvero che possano cambiare, ravvedersi, smettere di seminar bombe? Lei è un uomo tanto erudito, Santità. Tanto colto. E li conosce bene. Assai meglio di me. Mi spieghi dunque: quando mai nel corso della loro storia, una storia che dura da millequattrocento anni, sono cambiati e si sono ravveduti? Oh, neanche noi siamo stati e siamo stinchi di santo: d' accordo. Inquisizioni, defenestrazioni, esecuzioni, guerre, infamie di ogni tipo. Nonché guelfi e ghibellini a non finire. E per giudicarci severamente basta pensare a quel che abbiamo combinato sessanta anni fa con l' Olocausto. Ma poi abbiamo messo un po' di giudizio, perbacco. Ci abbiamo dato una pensata e se non altro in nome della decenza siamo un po' migliorati. Loro, no.

La Chiesa Cattolica ha avuto svolte storiche, Santità. Anche questo lei lo sa meglio di me. A un certo punto si è ricordata che Cristo predicava la Ragione, quindi la scelta, quindi il Bene, quindi la Libertà, e ha smesso di tiranneggiare. D' ammazzare la gente. O costringerla a dipinger soltanto Cristi e Madonne. Ha compreso il laicismo. Grazie a uomini di prim' ordine, un lungo elenco di cui Lei fa parte, ha dato una mano alla democrazia. Ed oggi parla coi tipi come me. Li accetta e lungi dal bruciarli vivi (io non dimentico mai che fino a quattro secoli fa il Sant' Uffizio mi avrebbe mandato al rogo) ne rispetta le idee. Loro, no. Ergo con loro non si può dialogare. E ciò non significa ch' io voglia promuovere una guerra di religione, una Crociata, una caccia alle streghe, come sostengono i mentecatti e i cialtroni. (Guerre di religione, Crociate, io ?!? Non essendo religiosa, figuriamoci se voglio incitare alle guerre di religione e alle Crociate. Cacce alle streghe io?!? Essendo considerata una strega, un' eretica, dagli stessi laici e dagli stessi liberals, figuriamoci se voglio accendere una caccia alle streghe. Ciò significa, semplicemente, che illudersi su di loro è contro ragione. Contro la Vita, contro la stessa sopravvivenza, e guai a concedergli certe familiarità.

La strage toccherà davvero anche a noi, la prossima volta toccherà davvero a noi? Oh, sì. Non ne ho il minimo dubbio. Non l' ho mai avuto. Anche questo lo dico da quattro anni. E aggiungo: non ci hanno ancora attaccato in quanto avevano bisogno della landing-zone, della testa di ponte, del comodo avamposto che si chiama Italia. Comodo geograficamente perché è il più vicino al Medio Oriente e all' Africa cioè ai paesi che forniscono il grosso della truppa. Comodo strategicamente perché a quella truppa offriamo buonismo e collaborazionismo, coglioneria e viltà. Ma presto si scateneranno. Lo stesso Bin Laden ce lo ha promesso. In modo esplicito, chiaro, preciso. Più volte. I suoi luogotenenti (o rivali), idem. Lo stesso Corriere lo dimostra con l' intervista a Saad Al-Faqih, l' esiliato saudita diventato amico di Bin Laden durante il conflitto coi russi in Afghanistan, e secondo i servizi segreti americani finanziatore di Al Qaeda. «E' solo questione di tempo. Al Qaeda vi colpirà presto» ha detto Al-Faqih aggiungendo che l' attacco all' Italia è la cosa più logica del mondo. Non è l' Italia l' anello più debole della catena composta dagli alleati in Iraq? Un anello che viene subito dopo la Spagna e che è stato preceduto da Londra per pura convenienza. E poi: «Bin Laden ricorda bene le parole del Profeta. Voi-costringerete-i-romani-alla-resa. E vuole costringer l' Italia ad abbandonare l' alleanza con l' America». Infine, sottolineando che operazioni simili non si fanno appena sbarcati a Lampedusa o alla Malpensa bensì dopo aver maturato dimestichezza con il paese, esser penetrati nel suo tessuto sociale: «Per reclutare gli autori materiali, c' è solo l' imbarazzo della scelta».

Molti italiani non ci credono ancora. Nonostante le dichiarazioni del ministro degli Interni, a rischio Roma e Milano, all' erta anche Torino e Napoli e Trieste e Treviso nonché le città d' arte come Firenze e Venezia, gli italiani si comportano come i bambini per cui la parola Morte non ha alcun significato. O come gli scriteriati cui la morte sembra una disgrazia che riguarda gli altri e basta. Nel caso peggiore, una disgrazia che li colpirà per ultimi. Peggio: credono che per scansarla basti fare i furbi cioè leccarle i piedi. Ha ragione Vittorio Feltri quando su Libero scrive che la decadenza degli occidentali si identifica con la loro illusione di poter trattare amichevolmente il nemico, nonché con la loro paura. Una paura che li induce ad ospitare docilmente il nemico, a tentar di conquistarne la simpatia, a sperare che si lasci assorbire mentre è lui che vuole assorbire. Questo senza contare la nostra abitudine ad essere invasi, umiliati, traditi. Come dico nell' «Apocalisse», l' abitudine genera rassegnazione. La rassegnazione genera apatia. L' apatia genera inerzia. L' inerzia genera indifferenza, ed oltre a impedire il giudizio morale l' indifferenza soffoca l' istinto di autodifesa cioè l' istinto che induce a battersi. Oh, per qualche settimana o qualche mese lo capiranno sì d' essere odiati e disprezzati dal nemico che trattano da amico e che è del tutto refrattario alle virtù chiamate Gratitudine, Lealtà, Pietà. Usciranno sì dall' apatia, dall' inerzia, dall' indifferenza. Ci crederanno sì agli annunci di Saad al-Faqih e agli espliciti, chiari, precisi avvertimenti pronunciati da Bin Laden and Company. Eviteranno di prendere i treni della sotterranea. Si sposteranno in automobile o in bicicletta. (Ma Theo van Gogh fu ammazzato mentre si spostava in bicicletta). Attenueranno il buonismo o il servilismo. Si fideranno un po' meno del clandestino che gli vende la droga o gli pulisce la casa. Saranno meno cordiali col manovale che sventolando il permesso di soggiorno afferma di voler diventare come loro ma intanto fracassa di botte la moglie, le mogli, e uccide la figlia in blue jeans. Rinunceranno anche alle litanie sui Viaggi della Speranza, e forse realizzeranno che per non perdere la Libertà a volte bisogna sacrificare un po' di libertà. Che l' autodifesa è legittima difesa e la legittima difesa non è una barbarie. Forse grideranno addirittura che la Fallaci aveva ragione, che non meritava d' essere trattata come una delinquente. Ma poi riprenderanno a trattarmi come una delinquente. A darmi di retrograda xenofoba razzista eccetera. E quando l' attacco verrà, udiremo le consuete scemenze. Colpa-degli-americani, colpa-di-Bush.

Quando verrà, come avverrà quell'attacco? Oddio, detesto fare la Cassandra. La profetessa. Non sono una Cassandra, non sono una profetessa. Sono soltanto un cittadino che ragiona e ragionando prevede cose che secondo logica accadranno. Ma che ogni volta spera di sbagliarsi e, quando accadono, si maledice per non aver sbagliato. Tuttavia riguardo all' attacco contro l' Italia temo due cose: il Natale e le elezioni. Forse supereremo il Natale. I loro attentati non sono colpacci rozzi, grossolani. Sono delitti raffinati, ben calcolati e ben preparati. Prepararsi richiede tempo e a Natale credo che non saranno pronti. Però saranno pronti per le elezioni del 2006. Le elezioni che vogliono vedere vinte dal pacifismo a senso unico. E da noi, temo, non si accontenteranno di

massacrare la gente. Perché quello è un Mostro intelligente, informato, cari miei. Un Mostro che (a nostre spese) ha studiato nelle università, nei collegi rinomati, nelle scuole di lusso. (Coi soldi del genitore sceicco od onesto operaio). Un Mostro che non s' intende soltanto di dinamica, chimica, fisica, di aerei e treni e metropolitane: s' intende anche di Arte. L' arte che il loro presunto Faro-di-Civiltà non ha mai saputo produrre. E penso che insieme alla gente da noi vogliano massacrare anche qualche opera d' arte. Che ci vuole a far saltare in aria il Duomo di Milano o la Basilica di San Pietro? Che ci vuole a far saltare in aria il David di Michelangelo, gli Uffizi e Palazzo Vecchio a Firenze, o il Palazzo dei Dogi a Venezia? Che ci vuole a far saltare in aria la Torre di Pisa, monumento conosciuto in ogni angolo del mondo e perciò assai più famoso delle due Torri Gemelle? Ma non possiamo scappare o alzare bandiera bianca. Possiamo soltanto affrontare il mostro con onore, coraggio, e ricordare quel che Churchill disse agli inglesi quando scese in guerra contro il nazismo di Hitler. Disse: «Verseremo lacrime e sangue». Oh, sì: pure noi verseremo lacrime e sangue. Siamo in guerra: vogliamo mettercelo in testa, sì o no?!? E in guerra si piange, si muore. Punto e basta. Conclusi così anche quattro anni fa, su questo giornale.

Oriana Fallaci

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categoria:attualitĂ 
giovedì, 14 settembre 2006

Vivo in una città impestata. Vado a dormire con dosi di antistaminici che stroncherebbero un cavallo e mi sveglio con due occhi che sembrano due patate bollite.

E poi dover mettere le lenti a contatto. Perchè come si fa a trovare gli occhiali se non ci vedi un cazzo?

Puoi mica delegare il maschietto di turno a fare questo lavoro. (maschietto di turno è il minimo che ti potevi attendere per inciso).

Arrivi in Studio, vestita come se fosse agosto, invece è praticamente novembre, quando è ora di pranzo. Il cellulare continua a mandarti messaggi e lavori nuovi. Ma tu sei troppo rincoglionita dall'antistaminico per stare dietro a tutto. Non solo, iun tizio ti ferma in un bar e ti chiede perchè sei incazzata. Ho la congiuntivite non si vede?

La mollo La mollo La mollo. Intanto domani si comincia ad abbandonarla fino a lunedì, poi si vede, cittàbastarda. 

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categoria:milano
mercoledì, 13 settembre 2006

Uno di questi giorni rinasco criptica...

Bloggheggio mentre correggo un documento (termine riduttivo, ma comincia la mia trasformazione cifrata) e leggo, anche con un discreto interesse, post che sono assolutamente insoluti. Scrittura. Punto. Nessun contenuto. Un'unica certezza: totale inconsapevolezza su tutto. E allora mi chiedo "ma la forma (priva di sostanza) ha un senso? (anche se bella, pur incomprensibile, tanto da sembrare filosofia)"

Mi rispondo: Ho bisogno di capire di solito, perchè se non capisco mi annoio e non solo, mi incazzo, perchè leggo tra le righe una totale malafede di chi si esprime. Come un quadro astratto dipinto da chi non ha dietro di se nessuna evoluzione artistica. E comunque un dipinto è un'altra storia.

Ma una scrittura deve avere un senso. Non devo attribuirglielo io, navigando tra 1000 interpretazioni possibili.

Raccontami quel che ti pare, di te, di chi odi o di chi ami o di quello che ti pare. Ma fammi capire...

Altrimenti, fai una bella cosa: non scrivere affatto.

Grazie

postato da: FannySporchi alle ore 18:27 | Permalink | commenti (6)
categoria:blog e libertĂ  di pensiero
martedì, 12 settembre 2006

E prima...

2 giorni di vita milanese. Studio. Mene. Incombenze varie. Parcheggi difficili. Riorganizzazioni logistiche.

Dolci amici che sanno starti vicino. Quando sei quasi pronta per ripartire. Per il caos.

Se entrassi nella mia testa, forse potresti non condividere. Per fortuna, lì, ci entro solo io. E mi diverto ogni volta.

E' un periodo incredibile questo. Non saprei spiegare perchè. Diciamo che sto vivendo uno di quegli anni che chiamo rivoluzionari, in cui cambio parecchie cose. Chi gioca a carte lo sa. Mischiare i giochi, rompere gli schemi. Da lì nasce la sorpresa. Al Caribbean Poker l'altra sera ho fatto un full e una scala reale senza avere in mano quasi niente. Due incastri netti serviti dal croupier.

Black Jack e Fun 21, poi. Che figata.

Come si fa a non amare il gioco. Non mi riesce di capirlo.

E il fumo. E il vino.

E le notti lunghe. Quelle che ti lasciano una stanchezza che non è solo tua. Ma condividi con qualcun altro. Che sta come te. Ma occorre riprendersi, ogni tanto. Stasera è quell'ogni tanto milanese. La ricarica. Domattina sarà dura. Si ricomincia a ballare anche il gioco del business.

Ma in fondo è divertente anche quello.

postato da: FannySporchi alle ore 23:49 | Permalink | commenti (4)
categoria:bionde
martedì, 12 settembre 2006

... se una deve avere il granculo di prendersi una sonora sbandata per uno che somiglia a Marlon Brando. E' sfiga mica fortuna. Sconclusionato come lui. Rincorso come Lui.  Imprevedibile come Lui. E con quello sguardo, che scioglie tutto, compresa me che sono di burro. E che ti cerca in nave, in mezzo al deserto. Quando stai bene. E le tue sbandate son così tante quest'estate che fai fatica a contarle...ma lui no. Non ti molla e dichiara apertamente la sua paura. Per me. Che lo adora da 36 anni. Un uomo che non ha mai corteggiato una donna in vita sua. Ma che c'è. Vuole. Ma non sa bene cosa.

Appuntamenti incastrati. Se li merita. Ma si lamenta.

Come prenderlo. Come una aragosta. Viva. Che pizzica. Ma che è buona. E nel frattempo farlo incazzare. Perchè è troppo abituato ad avere vitafacile. E io non ho nessuna intenzione di rendergliela così. Perchè è bello e buono, traditore. Come me. Ma sconclusionato. Più di me.

Sarà un inverno difficile, diavolo di un lupo. Ma non solo per me. Contaci.

postato da: FannySporchi alle ore 13:55 | Permalink | commenti
categoria:uomini e sesso
martedì, 12 settembre 2006

Tornata. Un inferno.

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categoria:milano
giovedì, 07 settembre 2006

sembra una pubblicita' della vodafone. Life is now! Come lo so. Dio comelosobene...

Sono  vagabonda c'e' poco da fare...nei viaggi, negli amori. Zingara nel cuore, percorro Catania e sento i migliori complimenti di questa estate. Nessuno li sa fare come loro. Deve essere una particolarita'...come la granita alla mandorla, non so. POi Tunisia. Tunisi. Il suk. Io e tre bionde in mezzo a loro. Parto prevenuta. Diciamo incazzata. Neanche volevo scendere dalla nave...e invece mi piace. Ci tornero'. Tanto con le navi prima o poi Tunisi ti ricapita. Oggi Gabes (uno schifo siachiaro). Domani Tripoli e poi Malta, E; stata un'estate densa. Decisamente. Anche Milano e' riuscita a sorprendermi quest' anno. Cucciolo, mi riferisco a te, poco prima di partire...  Non mi fare confusione. Che io son distratta ma proprio per niente confusa. E si balla e si gioca e tutte le sere e' un cinema. Sono sempre piu' abbronzata e non ce la faccio proprio a non innamorarmi. Inutile che vi dica di chi. Il viaggio continua.....un bacio a tutti.

postato da: FannySporchi alle ore 19:47 | Permalink | commenti (1)
categoria:mare
venerdì, 01 settembre 2006

E' arrivato il momento di una nuova partenza. Direi più unafuga. Dall'ambrosia.

E dalla mia totale mancanza di voglia di crescere. Tanto poi le rogne, il lavoro, le nuove idee da realizzare, la mia distratta ma arrogante e prepotente creatività mi riportano a tornare alla vita adulta. E quindi via. Ancora una volta.

Un po' di nostalgia (e devo ancora partire) per un uomo non appartenente alla categoria Teste di Cazzo, in genere la mia preferita. Sto Giro no. Proprio no.

Ti ho baciato tanto per davvero in questi due giorni. Lo faccio anche da qui. E lo farò dalla nave.

Perchè sei davvero un amore.

Saluti a tutti.

postato da: FannySporchi alle ore 13:07 | Permalink | commenti (6)
categoria:uomini e sesso